L’Agenda Rossa di Borsellino: un Segreto di Stato

L'Agenda Rossa di Borsellino: un Segreto di StatoL’avv. Fabio Repici, parte civile dice chiaramente che l’agenda rossa di Paolo Borsellino fu presa da persone che lavoravano per lo Stato e che ora il contenuto è un segreto di Stato.

Di seguito, un video, con una ricostruzione de La Repubblica su uno dei più importanti misteri d’Italia.

Quando il pomeriggio del 19 luglio 1992 scoppiò la bomba in Via d’Amelio a Palermo e il giudice Paolo Borsellino morì, ci fu una gran confusione nei momenti che seguirono, ma ci sono delle immagini che fanno vedere un uomo dell’arma che porta via una borsa di documenti…

Perché hanno preso l’agenda rossa?

In questo video si parla che Borsellino avesse trovato delle evidenze sulla trattativa Stato-mafia.

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Di seguito, la lettera aperta di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che pubblicò tempo dopo la strage, che ancora oggi pone non pochi interrogativi:

“Chiedo al senatore Nicola Mancino, del quale ricordo negli anni immediatamente successivi al 1992 una lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell’incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte. O spiegarci perché, dopo avere telefonato a mio fratello per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Polizia Parisi e il dottor Contrada, incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente… In quel colloquio si trova sicuramente la chiave della sua morte e della strage di Via D’Amelio.”

L’Agenda Rossa di Borsellino: un Segreto di Statoultima modifica: 2013-05-18T12:18:00+00:00da arrigosarti
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